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La costruzione di questa specie di sbranche, vedasi se-gnata in qnesta medesima Tavola fig. 6. colle lettere corri-spondenti alle altre figure sudette.
Le grossezze dei gradini lett. S. della figara 2. 4. sa-ranno regolate dal prudente Architetto, secoudo la qualitadella pietra che si dovra adoperare , secondo 1’ estensionedella scala, e secondo Pelevazione, ma si avvertirä sempredi situare la falda in piano, quando la pietra da servirsifosse di questa specie, come ancora sarä d ? avvertire chee necessario prima di situare gli scalini che siano osservatie scartati quelli che avessero difetti di lavoro, o princi-pio di rottura, che col sonarli si conosce.
Kella seguente Tav. CCLXXXI. troverete segnata nnachioccia simile alla precedente, ma come suol dirsi a cor-nopieno; Keila fig. 1. che e la pianta di questa alla lett.A. e marcata con tinta, alla fig. 2. elevazione della mede-sima scala colle corrispondenti linee; e questa viene a for-mare, come un corridore di piano inclinato in rotondita P-andamento della scala.
Kella fig. 3. e rappresentata la pianta di uno scaiino sup-posto senza cordone e sottogrado, ma a testa quadra. In que-sta pianta e segnato con linea punteggiata lett. A. Io spa-zio scoperto dello scaiino e lo spazio lett. B. della por-zione che serve di posamento allo scaiino che gli va so-vraposto.
La fig. 4. rappresentä la testa dello scaiino che restadentro fl muro del pozzo della scala sia di pietre lett. Ccome suppone questa Tav. fig % ossia di materiale essendoquesto il forte e sostegno dei gradini rispettivi luogo oveper sicurezza maggiore vi si possono collocare le sbrancheindicate nella passata Tavola lettera O. fig. 3, 4. 6.
Kella fig* 5. di questa Tav. viene segnata la testa delloscaiino, e pezzo d’anima nella pianta fig. 1. lett. A. cheposti uno sopra P altro forma la colonna centrale dellascala.
Questa specie di costruzione richiede piü accortezzadella precedente a cornovuoto giacche per lo piu si os-serva , che li scalini se veramente non ispianino uno