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Vol. III.
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samenti e pilastri piani impellicciati; giacche massi grandi perfar coiomie, e pezzi grandi non se ne trovano.

Cipoliino. Questa pietra proveniente dalia Caria, e per-ciö chiamato dagli antichi marrao Caristio ; e formato da con-gelazioni, ed e eomposta di strati serpeggianti, e varj di colorverde piü o meno oscuro, con strati. biancastri irasparenti emacchiati di agatato, spesso si osservano dei beilissimi scherziseeondo il modo che la segatura prende a spaccarne le ve-nature.

Di qnesta pietra se ne osservano le grandi colonne altempio di Antonino e Faustina presso al Foro Romano; oltretante e tante altre di minor grandezza sparse per le chiese ;paiazzi, cortili, ville, non meno che in tanti akari, cappellegallerie di Roma, se ne trovano delle decorazioni d’impellic-ciatura.

A lavorarsi non e molto difficile, ma deve avvertirsiche con faciliui in alcurie parti si staccano gli strati delle ve-nature una dall’altra, corae farebbe una cipolla spaccata, daliaquäle simiglianza forse ha tratto il suo nome moderno di Ci-pollino.

La durezza e mediocre; ma non sempre eguale, perchefra le sue venature vi sono delle vene piu o meno dnre,ma il lu-cido io prende a perfezione. Al fuoco non regge per mente;il peso di un palmo cubo e molto incerto fra i pezzi, ma ra-guagliatamente potra considerarsi di libre roraane 92.

Nelle decorazioni non merita certo il primo posto, per leragioni gia addotte; quanlunque il suo colore e varieta facciaun buon effetto fra le altre tinte di pietra

Bigio. E qnesta una specie di pietra proveniente forse da’vnlcani, e di color di accajo tendente al piombo, ed ha dellemacchie intrecciate piu oscure con delle altre venature dibianco sporco. Varie colonne di questa pietra se ne osser-vano nella Basilica Vaticana, in S. Lorenzo in Borgo, ed inmolti pavimenti di fabbriche antiche e moderne.

Di questa specie di pietra se ne trova ancora sotto il nomedi bigio Lumachellato, la tinta di questo e eguale a quelladel-Faltro, varia solo nella distribuzione delle venature, che inTom. IV. 20