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gna, in Venezia, ed in tutte le cittä prossime all’Adriatico;Ma non e pero molto facile a lavorla, per la durezza, e perla facilita di scägliarsi: anche nei nostri Appennini vi sonosimiii Cave, della medesima quaiita di pietra che couservaperö la slessa dilficolta nella lavorazione.
II peso specilico di ogni pahno cobo e circa le libre 88e all’azione del fuoco non regge, e si calcina .
Palombino. Questa e una specie di pietra di montagna,ma meno scabrosa nella lavorazione: gli antichi ne hannofatto delle statue, vasi, ed ornati di decorazione, e molto laimpiegerono nei pavimenti di mosaico; il colore e tendenteall’avorio, e prende un mediocre lucido.
La cava e nelle montagne degli Appennini il peso diogni pabno cubo e di libbre 84, ed al fuoco non reggesono tutte le pietre atte a calcinarsi.
Lavagna. Questa pietra che si cava dalle montagne del Ge-novesato; ha la tiuta color di ferro, e la sua composizione ecome una massa di grossimi fogli di carta, piu o men gros-si, uno sopra l’altro, che con grande facilita si distaceano ;ed infatti questa pietra col favore della sua tenacitä super-ficiale, e della facilita di averne tavole di qualunque gros-sezza e ben grandi, serve moltissimo per le coperture dellefabbriche, segnatamente negli oggetti delle cornici, nelle cu-pole, ed in tanti altri simiii usi : riuscendo perfettamenteperche regge alle intemperie del gelo e del sole: ed essendo lasua cava non lontana dal. mare ha il vantaggio di servire inmolte parti del Mondo al detto uso .
Delle pietre atte a resistere ai lavori di acque , comesarebbero fontane, ponti, porti di mare, e simiii.
Tutte le pietre che sono distrutte dal fuoco sono ottimeper i lavori che debbono lottare coll’urto dell’ acqua, al con-trario le pietre morte, come abbiamo di sopra osservato, chereggono piu o meno all’azione del fuoco, non durano a quelladell’acqna, poiche si sciolgono, e 1’acqua le penetra e coltempo le annienta.
Gosicche fatto un vaso o reciptente di marmo di Carrara,Q di altra pietra detta di sopra , che all’azione del fuoco nonregge e postovi entro di esso del fuoco, per qualche tempo,