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Nelle ultinie escavazioni delle Terme di Tito trovai inuna delle stanze una quantita di calce smorzata ancor pastosae finissima come appunto ii miele , e che aveva conservatola bianchezza originaria, e provata colla pozzolana riusci ottimain tutti i rapporti.
*E ancora d ? avvertirsi che non tutte le acque sono perfet-tamente buone a quest 5 uso; quelle per esempio di fontane, odi fiumi sono le migliori; anche quelle de’pozzi e buona, madeve lasciarsi riposare all’aria per qualche tempo prima diunirvi la calce viva, acciö perda quella gran freschezza, chesogliono avere le acque estratte da pozzi , segnatamente se sianoassai fondi.
L’acqua calda sarebbe peggiore, perche sciogliendo lisali che contiene la calce pregiudicherebbe al suo glutine.
Le acque fangose e puzzolenti sono impraticabili a questouso; anche P acqua di mare, non e buona a smorzare in gene-re di calce, ma se si avesse della grassa e forte potra servire;perche e certo nella chimica, che nel miscuglio di piü sali ilpiü abbondante tira a se quello di minor qua lila, e lo convertein sua propria sostanza; ed e perö che contenendo moltissimisali la calce grassa e forte. L’acqua marina gli conviene: dovealP opposto smorzandosi quella magra che contiene tanti me-no sali, sarebbero questi attratti da quelii delP acqua di maree ne risulterebbe una calce poco forte e per conseguenza quasiinutile.
Per averne una prova, s 5 infonda in una simile calce unbastone o un ferro n’escirebbe fuori quasi asciutto e netto,come se s’infondesse in una quantita di arene mescolata conacqua.
Pietra atta a far gesso
Questa qualita di pietra e assai varia, e si cava in molteparti dell’Europa, la piü vicina a noi e presso i monti di Gor-neto. In Toscana ve n ? e della bella, che serve ancora a tanti etanti lavori di figure , ed altri ornati, che si chiamano fatticoli’alabastro di Volterra, perche in quella citta si lavoranoessendone poco distanti le cave.