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raato in guei vasi che si vuole. Per li vetri o lastre daspecchio , i materiali sono quasi corae quelli dell’ ahre ope-re di vetro. Si deve peraltro osservare , che il sale non do-vrebbe esser quello che si estra.e dal polverino , o dalla ce-nere del cali di Soria , ma bens'i quello estratto dalla ba -rillia , o dalla cenere di una pianta di cotal nome del ge-nere de cali , la quäle cresce verso Alicante in Ispagna.Assai di rado si puö avere la barillia pura J gli spagnuoli ,che bruciauo quest’ erba sogliono mischiarne insierae un’ al-tra , la quäle ne altera la qualita , o aggiungervi della re-na per accrescerne il peso. Da questa adulterazione appun-to provengono quelle fila ed altri difetti nelle lastre di ve-tro. Per preparare il sale si netta bene d’ ogni materia estra-nea , si pesta , e ben fino si staccia .
La rena conviene crivellarla e lavarla fintanto che P acquane venga chiara ; e quand’ ella e di nuovo asciutta si mi-schia col sale facendo passare cotal mistura per un altrostaccio. Ciö fatto si melta nel fornello da cuocere o indurireper circa due ore, nel quäl tempo la materia diventa assaileggiera e bianca. Nel quäl stato ella si chiama fritla , e sidee riporre in luogo asciutto e netto per darli tempo d’ incor-porarsi per lo spazio almeno di un anno.
Quando si vuole adoprare questa fritta si metta per alcu-ne ore nella fornace aggiungendovi quä e lä i frammenti , ococci di vetri vecchi e malfatti avendo prima cura di calcinarei cocci , infocandoli ben bene nella fornace , e cosj gittando-li in acqua fredda. A questa mistura si deve parimente aggiun-gere del manganese per promuovere la fusione e la purifica-zione; preparata cosi la materia ella e acconcia per lastre daformarsi tanto col soffio che col getto.
Del modo di dipingere sul vetro
La prima origine di dipingere sul vetro era semplicissi-ma, ed assai facile, consisteva nella mera disposizione ed ordinedi pezzi di vetro di differenti colori in qualche sorta di sime-tria, e costituiva una specie di ciö che lavoro mosaico sichiama.