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In questo lavoro poi non entrano se non i piü ricchie preziosi marmi e pietre; e per metlerle piü ampiamente inopera si segano in sottilissime foglie , che appena eccedonomezza linea di grossezza , vi si richieggono in oltre deglialtri e piü delicati strumenti di quelli che si adoprano nel marmo,come per esempio ruote, spilli, lastre di stagno, o latta ec.
Quando vi sono dei pezzi abbastanza fazionati per for-rnare un fiore intero , o qualche altra parte del disegno visi applicano. II fondo che sostiene questo mosaico e ordina-riamente di pietra viva. La materia con cui le pietre sono in-sieme unite e un mastice o uno stucc.o disteso assai sottilesulle foglie a seconda come sono formate , e queste si appli-cano con molle o forbici. Se qualche conlorno , o lato di unafoglia non e rotondato abbastanza o quadrato per potersi rriet-tere al suo luogo, quando e troppo grande si scema con unalima di ottone, e quando e troppo piccolo si tratteggia e go-verna con un dilatatojo, e con altri istrumenti lapidari.
Basti quanto siedetto su ciö per darin un’ idea generica sutali lavorazioni mentre ciascuno, volendo ulteriori nozioni potraconsultare quegli aulori che ne hanno trattato diffusamente.
SEZIONE XXIV.
Idea generale della giurisprudenza analoga alV ar-chiteltura , nella quäle si tratta delle respettive servitü deifabricati , delle distanze, e delli drilti basati colle appositeleggi v che hanno per principio di non recarsi danno respet -tivamente fra vicini colle innovazioni) che, si vogliono fare.
Questo assunto e certamente il piü complicato di qualun-que altro , giacche non esiste un codice ed una legge bastan-temente chiara e semplice, per cui possano interpetrarsi i quesitidelli tribunali , che stanno, come porta il dovere , e come enaturale alle relazioni dei periti.
Ogni perito , piü o meno , cerca di farsi onore con quel-lo che lo incombenzö , e ben spesso senza troppo esser fer--mo e diretto al vero al bene , ed alla imparzialita per la man-canza di un tanto necessario regolamento. Si procura con