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rietà da’frutti ,che rac-colgonsidal ver-ziere .
Dialogo Q.u arto. tot
fon le sue grazie ; potendoli dire con giusta ra-gione ciò, che in tal proposito cantò il Tasse i
sa) Le negligenze sue sono artifizj. (a)Tass,
Cav. Su questo fondamento il giardino haperdutala causa. Ma se l‘orto la vince nel me-se di Maggio, che sarà mai in quel di Settem-bre ?
Prior. Dirò qualche cosà di’più. V orto nonsolamente fa valere il suo medito di primavera,a riguardo de’fiorì, onde s’adorna, e d’ au-tunno, rispetto aste frutta, di cui si ricolma, La vi-nta arricchisce il suo padrone per tutto l’anno,di nuovi regali.
Egli presenta dinanzi ali’uomo tutto ciò,che la natura producesti più giovevole nellevarie parti della terra . Ed è, per stircosì, lagenerale Conserva delle vettovaglie, delie me-dicine, e delle delizie. Vi fi raccoglie ognigiorno checché portano di mano in mano lecorrenti stagioni : e vi si scorgono gli embrio-ni, e le caparre de* frutti , eh’è per portarnela futura : così si viene in un tempo stesso a go-dere di ciò, eh’ ei ci sborsa alia mano , e diciò, che ci promette in credenza . I.' uomonon può far di meno di non ringalluzzarsi den-tro se medesimo nelT entrare in un luogo, do-ve ad ogni pasto gli viene esibito un regalo, edove trova chi pone in certo modo ogni studio,per fornirlo di tutto il suo bisognevole, e perappagare in tutto e per tutto il suo genio.
Le vigne, e le terre lavorative non ci rega-lano, se non una volta 1’ a-nnp . Negli altrimesi restati per noi infruttuose: e talor anchefa d’uopo lasciarle, per un anno intero, in ri-poso, affine di ristorarle desta perdita , osbor-G 3 so,