i4<5 Adornamenti deli/Ortó.
è così spero di poter durare a mangiar de’ fichi cifino a Dicembre ; ,
Dè frutta, che vengon qua dentro , goden- ([do del benèfico aspetto del Sole, e delle in-fluenze dell’ aria, riescono per lo più molto |belle * e gustóse, I fiori altresì acquistano un v i
• colorito assai vivace . L s industre artificio di ,
alcuni dilettanti, chèli fon procacciati perle »medesimi queste novelližie, è passato cggimaia tutti gli ortolani. Egli non è più un diverti- „mento particolare; ne gode, e ne.partecipa f (
tutto il móndo. g
Cai;. Mi sembra però , che ciò sia uri voleresforzar la natura ; | (
Cont. Perché ? Anzi è un aiutarlaAllor- y:chè il soverchio caldo arde le piante, non fi fin-frescano coll’innaffiarle? Questo non è mica ( [un volere sforzar la natura. Similmente, se Sjil freddo le agghiada , non si ravvivano colraddoppiar le custodie , ei paraventi per fisca!- j,darle? Neppur questo è un volere sforzarlanatura. »
Cav. Vedoquà accanto alla conserva un al-tro stanzino. A che ferve ? I{
Rimedj . Cont. Questo è il ripostiglio di ruttigli arne-eonti-o fi dell’ortolano * Qua pure egli alloga le trap- ,,pole,i lacciuoli, gli spauracchi, e tutti gli or- idanneg- digni da guerra, per lervirfene contra gi inu- jgian le diatori, e distruttori di sue fatiche. 1
piante. Cav. Volete voi, eh’io vi (sistemimi tutti ibruchi, vermi, lumache, ed altri insetti,che infestano i vostri erbaggi, e le vostre pian-te ?
Cont. Voi vi togliete un grand’ impegno.
Cav. Mi dà 1*animo di sostenerlo. Basta,
eh’io