Dialogo Primo. iz
fgrazia si è , 1’ esler prevenute dalla bu-tirra.
Cont. Verso il principio di Settembre fongià mature alcune uve prelibatissime, come lagalletta, che è dolce quanto mai dir si possa,e l’uva d’Austria, che non è punto inferiorealla galletta, ed ha le foglie frastagliate a gui-sa del prezzemolo; oltre ali'uve di Corinto,dette volgarmente uve passe , i cui granellison folti, e minuti, e senz’acini. Si cogliealtresì di Settembre l’uva mofcadella, le dicui spezie fon tre, una bianca, una paonaz-za, e una rossa, tutte uve belle, e preziose,purché sian pervenute alla loro perfetta matu-rità.
Ma la vera stagione di tutte l’uve è il mese Frutted' Ottobre. Allora si, che fi perfezionano , del mesenon solamente le spezie predette, ma ancora d’ Otto-F uve trebbiane, le moscadelie, le malvagie,e gli zibibbi, come che l’uve di questa fattanon provengan bene, se non ne’ terreni assaicalorosi, e nell’annate propizie. Ma per aiti- Manie-larle a maturare in quei luoghi, ove non son radi per-battute sufficientemente dal Sole , appena i seziona-graneili sono arrivati alla grossezza d’un cece,convien avere la diligenza di diradarli colle ce- ^lesoie, e di resecarne una buona parte, affinchèi rimanenti possano avere un pisi abbondevolenutrimento. V u ve soverchio folte son semprepeggiori dell’uve spargole , sia per mangiare,sia per pigliarle e farne del vino.
Così pure si può spampanare 1’ uve mosca-delle, ed innaffiarle di perdi sopra, mentreche il Sol le percotta. Questi adacquamen-ti le mantengon morbide, e le fan tigne-rò