;6 Le Frutte.
sempre qualche disputa in ordine alla premi-nenza. Ma il fine di tutti questi contrasti il piùdelie volte si è,gustarla una dopo l'altra, ren-dendosi la dovuta giustizia al merito di ciasche-duna.
Cont. Quest’ultime tre, eia un con esse laduretta, non vengono mai a perfezione, senon sugli alberi piantati a campo aperto, e interra asciutta. Ne’luoghi freddi, e ne'terre-ni umidi riescono insipide. La detta marttnsecdura parecchi mesi, ed è buonissima cotta.
'Frutte L’ultima pera acquosa è la pera di Colman \del mese à' è la delizia de'mesi di Gennaio » e Feb-di Gen- b ra { 0 ,
* ai0 ‘ Contes La franca reale, la Doppio-fiore, e
la caravella son l’ornamento de’ nostri pospastiper lungo tratto di tempo, e possono ancoramangiarsi cotte.
Cont. Il fuoco penetra sin per entro la polpapiti granellosa, e ne discopre diversi sali dili-catissimi , e saporitissimi, i quali a mangiarlacruda, non sentirebbonsi.
'Frutte Non è da passarsi sotto silenzio la pera rea-8el mese le dal verno, che non matura per ordinario sindi Feb- a Febbraio, e che colta sur un albero d’altobraio. fasto è preziosa.
In un tempo, che non si trova quasi pisi al-cuna pera eccellente, questa frutta può dirsiun tesoro. Mala buoncristiana, attesa la suabellezza, e dolciore, è il ricrio di tutto quan-to l'inverno. La buoncristiana d ’Ausch^ e diTouraine hanno una grana si dilicata, che/assomiglia alla polpa delle pere acquose.
Contes, Quando la (buoncristiana è troppogranellosa, o la sua grima é soverchio grossa, è