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odorose, vogliono usarsi con più riserva * dienon si fa delle mescolanze.
Di quest’ erbette odorose si coronano regolar-mente i contorni de’quadrati del verziere; ag-li rimo, giungendosi ad effe il timo, l’isopo, la salvia,F iiopoi lo spigo, la maggiorana, il rosmarino , l'af-eccet. Yenzio, la camomilla, la ruta, la santoreggia,e l’aneto, i quali erbaggi fi posson distribuita;accantoaÎPorbiglie, e baccèlli; stantechè, ri-niti a certe lattughe, danno loro un lecchettomolto grato ^
Ma, perché alcune volte addiviene, chelarigidezza del verno fa morir buona parte diquegli erbaggi, che mangiaufi in insalata .con-vien supplire a questo difetto con erbe cotte, oconfettate, o rinconce, e si variare questa pie-Insalate tanza ; Si fanno adunque delle insalate di cipoî-d’ erbe lemalige , di barbe cotte, d’endivia cotta, dicorre, e punte di sparagi cotte* e di varie frutte, ed er-di butte baggi riconti, esempigrazia di teneri cetriuo-nconce.jj^ di sassesriche, di boccinoli, o fiori non an-che aperti di nasturcio dei Persi, oggigiornomolto comuni, e finalmente di capperi, osser-vando , che non è il fiore * né ’l frutto quel, chesi mangia, ma bensì la boccia, che è per fiori-re; e poi fruttificare. Il cappero alligna vo--lentieri trai calcinacci, e tra gli screpoli del-le„muraglie.
I fortu- Siccome la maggior parte degli erbaggi sonmi. molto insipidi, cosi han bisogno del condimen-to de’fortumi, i quali mediante il lecchettodel sai volatile, cheinsè contengono, dannoI porri, loro il sapore. Tutti i fortumi partecipan del-le cipolle b qualità della cipolla , che è pisi stimata di o-ecrer. gni altro. Tali sono i porri, le cipolle, jet-
poi-