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Tomo quarto.
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Dialogo Secondo.' zz

tfe pollini, gli scalogni, gli aglietti di Francia , eJaglio comune , il cui condimento é valevoleà ad appagare il palato di qualunque persona più.

;i;, dilicata, e più difficile a contentarsi. In cani-li pagna se ne fa un uso grandissimo , e questo a-li grume salutare può dirli la teriaca deconta-gi; dini. (a). C a ) Ga-

llili' Cav. SI; ma per le persone civili è un ve- len -iè,i ro veleno. Orazio, dopo averne gustato inb una vivanda portata in tavola in un convi-to di Mecenate, stimò daver in corpo tut-eliti ti i veleni di Coleo.

mi Prior. Sfogò ben la sua collera, con darei,ck ali aglio tutte quelle maledizioni , che voiiii,i sapete (b) (b)Ho-

(apii Cav. Non interrompiamo di grazia la col- rat. E-Qj» tivazion defortumi. poti. od.

iiti |( Prior. I porri si seminano â primavera. Âp-, ( |i pena nati si svelgono, e si traspongon più radi,letti per dar loro agiodi venirgroffi . Si colgono pri-M ma del verno, e si serbano quanto si vuole, pur-isti che si pongano tra la sabbia al coperto, osìdi-,1)1 sìribuiscano F un presso Faltro sotto il conci-: £ 1, ; me , che sia ben asciutto .

Le cipolle fi seminano, esislrapiantano, co->ii! me sè detto de* porri. Verso il principio di S et-ili i tembresammaccano , per dar loro più corpo ,e poi si ripongon nella conserva ammassate , perijjiil preservarle dall umido, e dal ghiaccio, cheleài farebbon guastare . Si può ancora seminarle ajlid Settembre, e poi {impiantarle a Primavera, cheài! così vengon più presto.

ani Me le fave, i fagiuoli, i piselli, e tutti glitJ | altri legumi, le cui spezie sono diverse , alli-più facilmente necolti sabbionosi, e so-pii C z luti,