Dialogo Secondo.' zz
tfe pollini, gli scalogni, gli aglietti di Francia , eJ’aglio comune , il cui condimento é valevoleà ad appagare il palato di qualunque persona più.
;i;, dilicata, e più difficile a contentarsi. In cani-li pagna se ne fa un uso grandissimo , e questo a-li grume sì salutare può dirli la teriaca de’conta-gi; dini. (a). C a ) Ga-
llili' Cav. SI; ma per le persone civili è un ve- len -iè,i ro veleno. Orazio, dopo averne gustato inb una vivanda portata in tavola in un convi-to di Mecenate, stimò d’aver in corpo tut-eliti ti i veleni di Coleo.
mi Prior. Sfogò ben la sua collera, con darei,ck ali’ aglio tutte quelle maledizioni , che voiiii,i sapete (b) (b)Ho-
(apii Cav. Non interrompiamo di grazia la col- rat. E-Qj» tivazion de’fortumi. poti. od.
iiti |( Prior. I porri si seminano â primavera. Âp-, ( |i pena nati si svelgono, e si traspongon più radi,letti per dar loro agiodi venirgroffi . Si colgono pri-M ma del verno, e si serbano quanto si vuole, pur-isti che si pongano tra la sabbia al coperto, osìdi-,1)1 sìribuiscano F un presso Faltro sotto il conci-: £ 1, ; me , che sia ben asciutto .
Le cipolle fi seminano, esislrapiantano, co->ii! me s’è detto de* porri. Verso il principio di S et-ili i tembres’ammaccano , per dar loro più corpo ,e poi si ripongon nella conserva ammassate , perijjiil preservarle dall’ umido, e dal ghiaccio, cheleài farebbon guastare . Si può ancora seminarle ajlid Settembre, e poi {impiantarle a Primavera, cheài! così vengon più presto.
ani Me le fave, i fagiuoli, i piselli, e tutti glitJ | altri legumi, le cui spezie sono diverse , alli-più facilmente ne’colti sabbionosi, e so-pii C z luti,