Dialogo Secondo. 37
Ij questa pena vien poi compensata da un riposoHi, di quattordici, o quindici anni, e forfè di più.con Non s’aspetta però a formare una sparagiaiaoh novella, quando la prima ha_ già terminato diahi fruttificare. Bisogna prevenir questo tempo, eIn preparare anticipatamente un altro colto direi sparagi, scegliendo un terreno, dove nonneM> fieno stati posti giammai, affinchè quelli cheinsi han da piantarvi!!, noi trovino scarso di sughi,ttol e non abbiano a sostèrir la penuria del bisogne-rei! vole nutrimento.
x! Cav, Giacche gli sparagi son tanto preziosi ,in avrete la bontà d’insegnarmi come fi faccia aOne. piantarli. Ho genio di veder ridotta questa no-ci,. stra filosofia ali' atto pratico »
Prior . Volendosi formare una sparagiaia no-mi! velia, si può ricorrere al seme. Molto peròagi, 5’avanza a farla di piantoncelli già radicati, eneìi stati sotterra due anni. Questi piantoncelli fi di-ssi! stabiliscono lungo l’aiuole principali, che fo-llili gliono avere tre piedi e mezzo di largezza , in•apt due filari solamente. Il viale, che divide un'ceni aiuoladall’altra, deve esser largo due piedi. Ep 0n j, siccome l’altre porche laterali non han da esserjoj, più larghe della metà, cosi non fon capaci dibl» ricevere più d'un filare di sparagi. Si fannoupo. lungo i predetti filari delle formelle, il cui dia-la d metro sia di quindici in sedici once , e la pre-mili fondita di quattro, osservando, che il centrouf. di ciascuna buca o formella delle file laterali re-sti per appunto dirimpetto ali’angolo del con-cài tatto delle due formelle , che risiedono nell*.pii aiuole di mezzo. Si lascia oltre a ciò nel centroinfl d’ogni formella un mucchietto di terra, peras-M sestarvi un cesto, composto di due teneri spara-c C 3 getti.