z6 Gli Ortaggi.
luti, che iti una ; terra grassa, e tegnente. Lamaggior parte di essi , affinchè portino un frut-to abbondevole , voglion esser sostenuti confrasche, ed amano un largo spazio tra lin solcoe l’altro. Ma le fave in particolare, acciocchéi lor pedali, e baccelli diventino vigorolì, hanbisognod’esser tondute, e stralciate. Oltre diche si diiiberan per questo mezzo da un'infini-tà di mimicissimi bruchi, che s’annidano in sule vette de’ tralci, per esser più tenere di tutto’lresto. Le rubiglie poi, seminandosi di mese inmese, senza ristare né puri’inverno, si posso-no aver sempre fresche, se non da un annoali'altro, almeno almeno sin alla fine d'Otto-bre. Quelle che avanzano, fi seccan perla ver-nata.
Il verziere , dopo averci apprestata tuttaquesta gran moltitudine diradici, d’erbaggi,e di legumi, per colmar la misura delle sue in-terrarne numerabili beneficenze, ci somministra le frut-I mesto-' te terragne, che sono ancor più pregiatali dini , le tutti gli ortaggi predetti. Le frutte terragnezucche, consistono in melloni, in cocomeri, incetri-i poponi uoli, in petronciani, in zucche, in poponi,ececr.j, e simili ; ed oltre a ciò in sparagi, in carciofi ,ed in gobbi, o Lardoni. Aquestesipotrebbo-noaggiugnerel'uvespine, le more, ilampo-ni , le fravole. ed altre ; ma siccome non cisiam fatti scrupolo di annoverarle fra le fruttadegli alberi, cosi ci riportiamo a ciò, che sen' è detto nel dialogo antecedente.
Gli spa- Cominciamo adunque dagli sparagi, giacchéragi. la loro coltura è da principio più faticosa, e piùlunga. Un colto di sparagi richiede di primagiunta non poca pazienza , e disturbo . Ma
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