Dialogo Terzo. 55»
>«! ordinariamente nelle terre grasse, e tegnenti • erpice
4 ed in tal caso adoprasi l’erpice, eh’è un gran da ra-ti) rastrello di legno armato di denti di ferro, odi stellareb cavicchi uncinati, e che serve a sparpagliar leg- la terra,ài giermentela terra sul grano, che stenterebbetroppo a spuntare, qualora li ricoprisse col vo-s,i mere dell’ aratro . Ma nelle terre soffici , e
(ti magre s’adopera a questo oggetto un piccolo
mi aratolo, affinchè il seme resti meglio coperto,
:fc e meglio s’imbeva de’succhi nutritivi, che gli1» abbisognano ; de’ quali si troverebbe ben tostoi# sfornito, quando si ricoprisse superficialmenteIta co’denti dell’erpice.
(1) Ma la terra non ha solamente bisogno d’esser II zover-oìcliì lavorata ; vuol esser ancora concimata , e , «°j ?iti' come dicesi dagli agricoltori, governata. Que- conci *.imi sto governo, che alcune volte è necestarioe- 0,6 *mi riandrò nelle terre più vigorose , è onnina-m mente indispensabile nelle più deboli. Unni». buon terreno non ha bisogno d’alcun governo,iti quando visi vuol seminareomiglio, o panico,o simili biade minute. Ma un terren magroH non è capace, dove non sia concimato, di cor-ti, rispondere alla nostra espettazione, eziandioW se vi si semini del semplice miglio, che è unafalli delle biade più minute, che stano,neit Cav. Vorrei pur sapere in che consista que-tolio sto governo, e quali sieno quelle materie par-sili titolari, che han da trascorsi, per ingrassarelisi il terreno.
5. Frior. Il concime, ch-’è il compimento d’unopera già principiata dalle rugiade del Cielo, è« una materia la più negletta, e la più vile, cheA, trovisi sopra la terra. La sua principale sostan-n seta,za consiste, in letame tolto via dalle stalle de* me.
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