DiAìogo Terzo. 65
Atij ima vaga sorgente di fiori, e di frutti. Ma rièèli:, il Filosofo, nè F Ortolano ha virtù di trasfor-mar la sostanza delle cose , nè di cangiare laIti* paglia in oro. Una man più potente è quella,lìiiit che ci arricchisce, tirando da un vil concime,ora un prezioso popone, ora una pesca ripienaesortimi sughi, e rivestita di fiammeggiantiiva; colori, ora un dolcissimo fico, ora una peraH odorosa, ed ora un sostanzioso tormento ,don-M de ricavasi una farina, il cui sapore, tuttoché06,11 semplice, e schietto, è sempre gustoso: e cheufo non solo sta a tu per tu con ciascun altro leccu-mi- me , ma si guadagna la preferenza dalle vivan-oti de più dilicate, e più appetitose.
Cav. Questa metamorfosi s’ha tutto’ldia-li uls vanti agli occhi, e pure non si considera.
■ p Prìor. I concimi, di cui s’è ragionato fin*
[gufa ora, fon certi pascoli passeggieri, che vagli o-ro[t ,i: no a fecondare la terra per breve tempo. Vejta n’ha però alcuni altri, che le fanno in certojjjjjj modo cangiar natura, e che la rendono perpe-Jdlii inamente ubertosa per lo decorso di venti otrent’anni.
on'lits 00 V’ha in primo luogo la creta, cioè una ( a )p|;„spezie d’argilla bianca, grassa, e frangibile, Histor.j atl . la qual si trova di suolo in suolo, a scassare al- nat.l.37jjliji quanti piedi al di dentro la terra, e chespar- c. 7.c0[ | gendosi su’nostri campi, li discioglie, e s’in-0fl6 , corpora nel terreno, dove si pone, e sì lo ren-Ujk,, de ubertoso. Questa creta ha virtù di scaldare,
!U( j|, e di sciogliere qualsisia terra più frigida, e piùtenace. Ma il principale suo effetto è feconda-ilijji re le terre magre, e soline, con impregnarlejjjnii, di molti sali, e insiememente addensarle, af-0$ finché i detti sali non isvaporino ,
,, ni Tom. IV. E '
II