Band 
Tomo quarto.
Seite
68
JPEG-Download
 

<8 V Agricoltura.

valiere mio caro, quanti ripieghi sono stati ap-postatamente riposti nelle mani dell'uomo, af-finch'ei posta supplire alloccorrenti mancan-ze , e correggere, se sta duopq, la sterilità deproprj terreni. Iddio gli a di vedere,come havoluto costituirlo padrone, e signore di questaterra, mentre gli ha accordato {'onorevole au-torità di governarla, 4i riformarla, e di mi-gliorarla a suo talento.

Basti per oggi l'aver parlato delle prepara-zioni, che debbe fareiagricoltore, prima diseminare la terra. Verremo un altro giorno al-ia sementa,e proccureremo di tener dietro allesemenze , cui spargeremo pecolti, principian-do dalla lor nascita, e proseguendo a osservarei loro varj progressi, sintantoché pervenghia-mo a vederle cangiate in pane.

Cav. Essendo in poter nostro tanti ripieghiproporzionati a rettificare la terra , abbiamoun gran torto a lagnarci della malvagia quali- denostri terreni. Coll industria, e collafatica si può sempre arrivare a rendergliubertosi.

Prior. Su questo proposito vi conterò unastoriella molto curiosa, delia quale io medesi-mo sono stato per parecchi anni testimone os-culato . Un povero contadino non aveva altroal mondo,che due campiceli! di terra, daqualia gran pena potea ricavare un podi saggina,o di vena. Si cacciò in testa di farli fruttarea grano : e siccome non avea bestiami,stabbi, cosi saccinse a scassare un angolo del-le sue possessioncelle , donde cavava una certasabbia nericcia, la qual poi spandeva su pelmedesimo campo. Laltrocampo, cheravi-cino