Dialogo Quarto. 79
to sugo, che, a spremerlo, se n’estraeun ve- Le pau-ra zucchero. Spuntano da ogni canna dueo nocchietre pannocchie, a guisa di grosse spighe , la del grancui lunghezza arriva a quattro ocinque grosse turc0 *dita, e son rivestite da varie fasce grandiose,composte d’unâ materia poco men forte dellacartapecora, le quali difendono la detta pan-nocchia dalla pioggia, edall’timido, e dallepersecuzioni degli uccelli. Ogni pannocchia La feccm.contiene in sè otto costoline, o filari di gra- dirà delstellij ciascun de’quali ne porta trenta.' sic- grantur*chèj a sommarli tutti e otto, arrivano a du- co *genquarantâ,; e in conseguenza ogni canna nesostiene piii di settecento, Ma, volendosi faril computo del prodotto d* un seme solo , sitroverà ascendere a più di due mila gra-nelli
Questa prodigiosa fecondità, accompagna-ta dàlie benefichequalitadi di questo grano,ha incitato gli agricoltori di molte e molte del-le nostre Provincie meridionali a seminarne.
Si sono adunque messi alla prova, ed han sor-tito Un buon esito , spezialmente a prò delpollame. Ma la raccolta del gran turco, nonè solamente più copiosa di tutte l’altre, maancor più sicura . Questa sorta di biada nonè soggetta a quelle tante malattie , che di-struggono gli altri grani , Vi son de” paesi,ove si fanno tutto ’l di delle prove ; e nonvi fi perde mai nulla. Ma noi non tenghiamquesta regola. Prendiamo a condannare tut-to ciò , che da noi non si pratica ; e quasisempre ci divisiamo, che tutto ciò, che danoi si fa, debba esser la regola di quel, chede farsi.
Eccovi