8s I t G a a n o.
Eccovi già mostrate, Cavaliere mio caro,le varie spezie de’grani, della cui sostanza cinutriamo. V ha però dell’ altre semenze, dal-le quali si cava molto profitto in varie parti delnostro clima..
I granì Vi sono primieramente i grani oliosi, cheoliofi. si seminano verso la stagione di primavera.I principali sono la chersa, la qual produceuna spezie di cavolo ; il navone ; la semen,-zina , eh’ è una biada diversa dal seme delnavone ; il sisamo , che per altro nome dice-si giuggiolena ; ed il papavero. Da tutte que-ste semenze spremei! un olio, eh’è buono aardere nelle lucerne, ed a conciare le lane. L’olio di camomilla, e di varie altre piante s’an-II'papa- novera trai medicinali. E’olio però del papa-vero. vero s’adopra da varj popoli ad acconciar levivande.
Cav. Come mai? Non hanno dunque pauradi rimanere adoppiati, giacché l’oppio non èaltro, che un estratto del papavero >
Trior. Credo, che cotest’olio sia molto in-feriore a quel di Provenza. Tuttavolta si man-gia a tutto pasto, senza riceverne nocumentoveruno : poiché 1’ oppio, che si spreme dalfior del papavero, vicino a convertirsi in frut-to, è totalmente diverso da quel, ches’estraedal suo seme.
Dietro a' granelli, o semenze oliose vengondiverse sorte di piante usuali, che si seminanoalla campagna, come il zafferano, la senapa,il luppolo, il canape, sigiaste, si tabacco, emolt’altre.
Il zaffe- Il zafferano, eh’è un de’maggior capitali,rano. che trovisi in alcune Provincie ( e particolar-
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