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Tomo quarto.
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8s I t G a a n o.

Eccovi già mostrate, Cavaliere mio caro,le varie spezie degrani, della cui sostanza cinutriamo. V ha però dell altre semenze, dal-le quali si cava molto profitto in varie parti delnostro clima..

I granì Vi sono primieramente i grani oliosi, cheoliofi. si seminano verso la stagione di primavera.I principali sono la chersa, la qual produceuna spezie di cavolo ; il navone ; la semen,-zina , eh è una biada diversa dal seme delnavone ; il sisamo , che per altro nome dice-si giuggiolena ; ed il papavero. Da tutte que-ste semenze spremei! un olio, ehè buono aardere nelle lucerne, ed a conciare le lane. Lolio di camomilla, e di varie altre piante san-II'papa- novera trai medicinali. Eolio però del papa-vero. vero sadopra da varj popoli ad acconciar levivande.

Cav. Come mai? Non hanno dunque pauradi rimanere adoppiati, giacché loppio non èaltro, che un estratto del papavero >

Trior. Credo, che cotestolio sia molto in-feriore a quel di Provenza. Tuttavolta si man-gia a tutto pasto, senza riceverne nocumentoveruno : poiché 1 oppio, che si spreme dalfior del papavero, vicino a convertirsi in frut-to, è totalmente diverso da quel, chesestraedal suo seme.

Dietro a' granelli, o semenze oliose vengondiverse sorte di piante usuali, che si seminanoalla campagna, come il zafferano, la senapa,il luppolo, il canape, sigiaste, si tabacco, emoltaltre.

Il zaffe- Il zafferano, ehè un demaggior capitali,rano. che trovisi in alcune Provincie ( e particolar-

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