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Tomo quarto.
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86 I l G R A N O.

co, osservando di volta in volta, che il piè dLritto sia il primo smuoverli. In queslaguisaora muovendo u n passo, ed ora facendo un po-colino di pausa, va in certo modo a battuta,verso la fine del solco ; sicché rallegra conquel suo moto regolato locchio del paffeg-giere.

Cav. Fa egli forse quelle mosse, e quelle fer-mate per dar piacere agii spettatori ?

Prior, Non mica perciò. Lo fa perché daqueste varie, e regolate riprese dipende 1 e-gual distribuzione del seme per tutta lestensio-ne del campo. Ma quando il lavoratore ha com-piuto di seminare tutto quel giro , ehavea percentro il primo solco, e per circonferenza ilmotoorbiculare della mano, avvalorata dal!'impeto da lui datole nel gettar la semenza,prende a fare lo stesso giuoco camminando perun altro solco, e sempre attende a regolar ladistanza del secondo dal primo a proporziondel terreno, che il seme ingombra, nello sca-gliarlo. Questo seme non istà ventiquattrorelopra la terra, che non cominci a dar segno digermogliare.

terminata la sementa , il Contadino prin-cipia a godere un podi requie. Una delle mag-giori soddisfazioni, ehei provi, è il passeg-giare , alcune settimane dipoi, lungo il mar-gine delle sue possessioni, e rimirare il suocampo pocanzi arido, e nudo, ora vegeto,e fresco, e tutto quanto smaltato duna pom-posa verdura. Da queste prime premesse aspet-ta unabbondevol racolta, e dentro di me-desimo ne gioisce.

Cav. Possiamo tenergli dietro ancor noi,

ed