11 foglia-me dellebiade silasciabrucarealle pe-core. Ilfiorirdella spi-ga.
92, I L G R A N O.
che in ogni modo tra breve tempo si dee seticare (a), aggiungon vigore a’pedali quicen-tro racchiusi.
S’ accosta sinalrslente]la state, ed il tempo di-viene stabile. Allora la spiga, che stavasi pefl’addietro inviluppata tra le sue fasce, né osa^va di farsi suora, per non esporsi alle molestiedi un’aria rigida, ed incostante, se ne svilup-pa, e comparisce alla luce. Le Caselle, oborjsette , che han da ricevere il corpo de’granèllifuturi , principiano a dilatarsi ,• e buttan fuoràdue spezie di trombe, o piuoli, parte più cor-ti, e parte più lunghi, gli tini destinati a rice-vere, e gli altri deputati a tramandare da unsito superiore le polveri granellose, pef cui (ifecondano i germi. Dovunque le dette polve-ri non s’appiccano , quivi il germe non puòmai nascere, e la vagina, con ciò, che in elsacontiensi , restasi piatta piatta, ed inutile.
Dilatatesi per entro gl’ invogli delle semen-ze , ed allungatesi quelle trombe farinose, chegià spuntaron da’ germi, e che comunican conessi germi per certe ramificazioni, che possonchiamarsi radici seminali, allora, tanto gl’ in-vogli , quanto le prime foglie, che attraevanoconcordemente dalla terra, e dall’ aria de’ suc-chi, e degli spiriti, cominciano a prosciugar-si. Il fusto di venuto già vigoroso si sostanziacon maggior prò da sè stesso: ruba alle foglietutti gli umori nutritivi, gli attrae a sé, e ssne impingua. - ma il tutto fa, per arricchirnela spiga, eh’ è la sua testa.
Crfiv
(a) - - - ne gravtdisprocumbat culmus ariftis ,Luxurtem fegetum tenera depascit in her'ètt .
Virg. Georg. 1 .