Dialogo Quarto; 95
d’insinuarsi ne’penetrali de’granelli j li fa-,7 rebbono germinare i . . 4
Uno di questi ripari consiste in varie re-! ! |(! ste, o setole lunghe appuntate , le quali se-^ condo fopinione d’alcuni fisici, si dubita nonpossan essere tanti canali , destinati a intro-durre in ciascuna casella una convenévole por-zioned’aria, e giusta il sentimento d’altri pé-riti,si crede esser elleno un baluardo, o una"j* palizzata («) opponentesi alle invasioni degli«f; uccelletti. Io per me son di parere, chequel-™i E le reste, 0 setoline appuntate fieno dirette areprimere, e frangerle goccio della pioggia,
1»ì! j e q ua |j intoppando in quelle punte, si sparpa-«1,; gii an o in qua e’n là, nè penetran nelle caselle,affi 0 stanze de’ granelli ; dove, se si fermassero,ipai farebbon marcire ogni cosa »
La spiga in questo stato di Cose non ha ni-tam mici più capitali dellegragnuole, e dellecali-V® gini» La caligine è un’acquerugiola folta, e-à ca h'10M1: grassa, le di cui parti sulfuree s’appiccano sor- §ine ‘liicctî temente, quando in più copia, e quando in rae-W no , a’ fusti del grano, e quivi restano, mentreâ l’aqua stilla a basso, come impeciate. II So-nare, le poi, penetrando in quess’umore viscoso,or* e combustibile , 1 ’ infuoca di modo tale,che arriva ad abbroslire lo stelo , e golpàscolta (come suol dirsi da’contadini) i granelli ,
1 A cioè li converte in tant) carboni, o in una pol-itili' vere molto nera, la quâje, tramischiandosi coiM grano non annebbiato, gli attacca il malore »toc e Io guasta,
ti (6 Cav.
ssn}»
crfl; (a) Contra avìum minorum morsimi mmiiur(t vallo arijîarum , Cic. de senect.