Band 
Tomo quarto.
Seite
112
JPEG-Download
 

H2 La Vigna.

fin dal principio del mondo, non è uneresia.Noè, sio non erro, si prese il pensiero di co-municare al genere umano tutti ì beni da luigoduti innanzi al diluvio. Saccinse per tantoa restaurare l'agricoltura : e siccome una dellemaggiori sollecitudini, ohei si prendesse, fadi piantare la vignai, e di coltivarla, per spre-merne il vino, così si può credere, eh e' sin-ducesse a far ciò, per 1 anticipata cognizio-ne, che aveva, del valore di questa bevanda.

Cav. Se Noè avesse avuta notizia della natu-ra, e del valore del vino, non sarebbe cadutonel! ubbriachezza.

Prior. L esser egli caduto nel!ubbriachez-za non prova, che non fusse informato dellanatura del vino. Mostra piuttosto, ehessendostato tanto tempo senza assaggiarlo, ne rice-vesse un impressione troppo gagliarda , e inconseguenza ne rimanesse alterato.

Comunque ciò sia, le viti furon propagate apoco a poco per tuttol mondo dafigliuoli diNoè. Ed ecco la ragione, per cui appo rutti ipopoli, che fioriron ne secoli da noi più rimo-ti, una delle principali parti del loro culto con-I Sacrisi ^ eva stcUofferire ali Altissimo del pane, e delzjdelpa- vino, per glorificarlo, e ringraziarlo daverne e del dato agli uomini la vita, e ciò ondella si so-vino. stenta. Appresso alcune nazioni non si costu-mava altro sacrifizio, che questo : esedaaltrifi praticava di scannar gli animali, e spargere ilsangue delle vittime sopra s Altare, un tal sa-crifizio era sempre accompagnato da un pugnodi farina, * oda una torta composta di farina,con qualche efsusioncella di vino.

Que-

* Mola, torta, o stiacciata dorzo, che fi mettevasopra la vittima, donde viene la voce immolan .