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Tomo quarto.
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n8

La Vigna.

( a ) Credesi, che questi Galli medesimi, chesaccasarono lunghe le rive del Po, fieno stacii primi inventori delluso delle botti, dove ilvinosi conserva perfettamente, essendo elle-no certi vasi di legno di figura cilindrica, pisicorpacciuti nel mezzo, che dalle teste, com-posti di doghe , congegnate con tale arcifizio >che luna fi Combacia esattamente collaltra,e col lega te a forza di cerchi in maniera, chevagliono a ritenere qualunque vino più gene-roso , ad onta di tutti gli sforzi, eh ei fa, perisvaporare. Questo prezioso liquore si mantie-ne, eli trasporta da allora in qua, molto piùagevolmente, che prima non si faceva, tenen-dosi , o nelle zirle di terra, soggette a rom-persi , o negli otri di pelle sottoposti a scucirsi,o ad ammuffire.

(b) I Marsigliesi , e quedella Gallia Nar-bonese possedettero alcune vigne prima, cheGiulio Cesare conquistasse le Gallie. Ma Do-miziano pese una remora alor progressi conun decreto Imperiale , per cui vietò , cheniuno osasse di piantar viti . Questo divietoebbe vigore ( c ) sintantoché lImperador Pro-bo, uomo dotato di molte rare prerogative,noniabolì, permettendo non meno aGalli,che agli Spagnuoli, ed aBritanni di pianta-re, e cokivarealor piacimento le vigne, (d)

Sapea

(a) Hiec vel bello guastivisse venia sit.

Hist. nat. I. 12. seti. z.

(b) Plin. Hist.nat. lib. 14. sect. 2p,Cic,proFon-teio.

(c) Nel 282.

(d) Vopisc. in Probo.