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La Vigna.
( a ) Credesi, che questi Galli medesimi, ches’accasarono lunghe le rive del Po, fieno stacii primi inventori dell’uso delle botti, dove ilvinosi conserva perfettamente, essendo elle-no certi vasi di legno di figura cilindrica, pisicorpacciuti nel mezzo, che dalle teste, com-posti di doghe , congegnate con tale arcifizio >che l’una fi Combacia esattamente coll’altra,e col lega te a forza di cerchi in maniera, chevagliono a ritenere qualunque vino più gene-roso , ad onta di tutti gli sforzi, eh’ ei fa, perisvaporare. Questo prezioso liquore si mantie-ne, eli trasporta da allora in qua, molto piùagevolmente, che prima non si faceva, tenen-dosi , o nelle zirle di terra, soggette a rom-persi , o negli otri di pelle sottoposti a scucirsi,o ad ammuffire.
(b) I Marsigliesi , e que’della Gallia Nar-bonese possedettero alcune vigne prima, cheGiulio Cesare conquistasse le Gallie. Ma Do-miziano pese una remora a’lor progressi conun decreto Imperiale , per cui vietò , cheniuno osasse di piantar viti . Questo divietoebbe vigore ( c ) sintantoché l’Imperador Pro-bo, uomo dotato di molte rare prerogative,noni’abolì, permettendo non meno a’Galli,che agli Spagnuoli, ed a’Britanni di pianta-re, e cokivarealor piacimento le vigne, (d)
Sapea
(a) Hiec vel bello guastivisse venia sit.
Hist. nat. I. 12. seti. z.
(b) Plin. Hist.nat. lib. 14. sect. 2p,Cic,proFon-teio.
(c) Nel 282.
(d) Vopisc. in Probo.