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Tomo quarto.
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Dialogo Sesto. 151

minima alterazione. Tutto ciò, ehio v'hodetto, vien comprovato dalla sperienza . Ilbuon effetto, ehè derivato dalla mescolanzadi tre o quattro vi zzati duve, tentata, e spe-rimentata più volte ha portati i vini di Silleri yd^ž/e dOtvigliers, a quella perfezione, checiascun sa. Basti il dire, che quivi li trovanoaccolte tutte quelle grazie, che son valevoli asoddisfare qualunque genio.

Il Padre Perignon, Religioso Benedettinodel monaslerio d OtVigliers sulla Marna , èstato il primo a mescolare, come sè detto,le uve differenti vizzati in un medesimo ti-no. Prima, che questo metodo si dilatasse pelmondo, non si parlava daltro, che del vin diPerignon, o d Otvigliers .

Cav. Jeri appunto, in leggendo il convitodi vespro, trovai tutti i vini foprammentova-ti dal Signor Conte, colla nota delle colline,onde si cavavano. Questo convito consisteva,per quanto dice il Comentatore, in unassem-blea di persone disputanti intorno al merito devini, che si raccolgono da tutte le piagge, ecolli di Rems. Ho voluto riscontrar sulla car-ta Geografica i Nomi di Perignon, di Silleri,dOtvigliers, dAi, diTaissì, diVerzenai,e di S, Thieri, notati nel detto catalogo. Ma,per quanto abbia cercato, e ricercato, nonmè sortito di rinvenire il nome di Perignon.

Comes Vel credo ancor io. Il Comentato-re ha preso un uomtì per una montagna. Ilgranchio è molto badiale. Ma ripigliamo lanostra vendemmia. Adesso arrivo a capire ,perché il vi no decontadini è sempre inferiorea quel de gentiluomini, e decittadini ,quan-

tùsi-