jDiaioso Sesto. izz
iffij te avvignate quelle colline, in breve tempoinnaspavasi, pigliava l’alto, e guastava lut-in- ta quanta la massa del vino. Ma dappoiché si èiti; dismesso di purgare da ogni acino d’uva biancadir; il vin di Sciampagna, le colline di Rems por-itilfc, tano un vino, che dura da fette oott’anni, etelin quelle delia Marna un che ne dura da quattro o
lidi: cinque . 1 vini poi di Borgogna, che incapo’lìi,!! alterz’anno diventan cerconi, non darebbo-no così presto la volta, se vi s 1 usaste la sopram-à mentovata cautela.
pe Cab. Come mai fi può dare, che l’uva neribm;;. porti ilvin rosso in Borgogna, e lo dia chiarocornei’acqua, in Sciampagna?
dfl® Cant, Il liquore, che spremesidall’uva ne-Modo di
par,- ra, si può colorire, per dir cosi, comunquelîlitî si vuole. Se fi vuol, eh’egli sia d’una bian-coeoîf’uiiiìfa: chezza perfetta, ecco come fifa. Si coglie l’ V anera.lenir uva la mattina a buon’ ora, e si trasceglie lapili bella, che sia nella vigna. Ogni grappo*
M! ij lo, che si coglie si posa bel bello nelle ceste, on |t ty paniere, le quali si piantano per più comodo a;j||; piè delle vite; quindi si traspone a un per vol-ati ta, colla maggioredilicacezza, che sia posti-lle bile, in altre ceste più grandi, ostentando ditifoni non ammaccare in conto alcuno i granelli, eyj; di far si, che ritengano quella brina, e quel;jà fiore, onde la lor superficie è coperta. Labri-.. e iž na, e la rugiada cooperan molto alla bianchez-ze za del vino. _
, M Vendemmiandosi sull’ ora calda si dislendo-
no in su le ceste delle tovaglie bagnate, affin-Zpr, ché l’uve si mantengano fresche; altramente il10 j)i calore farebbe prendere al vino il vermiglio.er j n mi Quindi fi carican queste ceste addoslo a somierili mogj,