ìli,
Ar-
ili»
ifflt
Éa
ifc
:ilfe
i»i
W««Siiiì ii etrawi;
.itti
Dopo-;
pie« f
I li 0Miss
0, fc
le tiSi litu*»r«>îîyà
Bis
urti;
Ili 0*
di »
Dxaiogo Seeto. 153
Î1 vino dell’ anno nuovo s’ imbotta per lopiù in vasi nuovi: ma quando si travasa, fad’uopo riporlo in altre botti, dove sia stato delvino della medesima spezie. La qual precau-zione, avvegnaché debba aversi nel travasareogni sorta di vino, pur nondimeno è moltonecessaria rispetto al vin bianco, il quale intrapassando in un vaso, -dove sia stato un liquo-re di differente natura, s’intorbiderebbe, ocangerebbe colore, e riponendosi in un vasonon avvinato, verrebbe, quand’egli esatto,a sapere di legno.
Corre tuttavia una inveterata , ma falsa o-pinione , che il vino ti conservi meglio, a la-sciargli la sua feccia, che a travasarlo in un va-so netto . lo certamente non so capire il per-ché. So bene non esservi cosa, che più pregiu-dichi al suo mantenimento della feccia, e dell’aria. GliSciampagnuoli travasano i loro vini
tre
V’ha degli altri stretto), ove la vite, in vecedi esser appoggiata al castello, posa tra due ta-voloni, e spallette, o stipiti dello strettoio, chestanno, come si disse di sopra, radicati fortemen-te nel suolo. Ili tal caso la detta vite non puòpoggiare in alto, ma a forza di braccia costrignele traverse a discendere. Ci siam divisati di do-ver risparmiare al Lettore la minuta descrizionedegli altri pezzi, che entrano nella struttura deglistrettoi; non essendo nostro disegno d’insegnargliil mestiere del legnaiuolo.
Si è pur tralasciata la figura dello strettoio acassetta, non avendone potuto trovare alcuni de’giusti. Per altro, siccome questo strettoio operamolto adagio , cosi non è troppo in ufo , nè s’adopera, per lo più , se non dove fi patisce unagrande scarsezza d' uva.