Dialogò Settimo. ij$
i boschi d’Ardenna, ( a ) che abbracciavano unagran parte della Galìia Belgica avanti la con-quista di Giulio Celare ; siccome ancora la sel-Va nera^ e la selva Boema , che sono avanziàl della foresta Ercinia, la quale copriva una vol-ta l’intera Germania, e s’estendeva sino allantiis Transilvania.
?'i=- Cav. Certo, Sche queste vaste boscaglie nonsono state piantate per man dell’uomo. Egli* non si prende altra cura, che di tagliarle, oa, f" spiantarle. Non è però malagevole iì rinvenir-»M nel’origine* La medesima terra è quella, cheN-à le produce. E che siala Verità : fate che fi tra-pi scuri di coltivare una certa spazio di terreni ,«5 eccoli subito trasformati per se medesimi inà tante boscaglie.
m® Prior. Noi ci formiamo un’idea molto con-M» fusa della fecondità della terra, mentre pren-ill'siî; diamo ad attribuirle un effetto, che non derivada lei, che fe torto alla vetità, e che raffreddai ai ti- ne’ nostri cuori la gratitudine dovuta al meritolacè del suo legittimo autore. Abbiamo altra voltae 6É osservato, che ciò ,'che nasce dalla terra è sem-îfliìi pre un corpo organizzato, il quale non puòlai® inai esser plasmato dalla medesima terra, maalin: bensì è architettato sin dal pri nciftip ,» 4 e! mon-disi do dall’ ineffabil sapienza^WMov autrice, eipét: creatrice dell’universo, edi tutto ciò, che inirle® esso condensi. La semenza, che va propagan-ti®!.: do ciascuna pianta, contiene in sè tutte le pian-tisi: te future; nè queste fanno altro, chesprigio-fiits narsi di mano in mano dal detto seme, e che)nih crescere. Dirò ancora di più* La terra, non^iitÈ solamente non ha virtù di formare verunafiiiiiiî pianta 5 ma (propriamente parlando) non hai: M 2 nem-
(a)Cortì j
ment.
Caes.
La terranon èper sèmedesi.ma lè-conda *