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Tomo quarto.
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Utilitàdegli al-beri sel-vaggi.

Utilitàdelle fo-glie didettialberi.

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come misti, che a ciascuna spezie abbisogna-no , senza che l'uomo sen'ingerisca per mo-do alcuno.

Cav, Adesso vedo in che senso dir si può,che la terra è feconda. Ma se Iddio è lunicoAutore di questa sua fecondità, perché', in ve-ce di multiplicare nelle foreste tanti alberi in-fruttiferi , non vi fa nascere altrettanti fruttipomiferi î

Prior. Gli alberi delle selve si chiamano ste-rili rispetto ali' altre piante, i di cui semi si tro-van fasciati da una certa polpa , che oltre alcustodirli, ci serve ad unora di nutrimento.Ma propriamente parlando, non si può dire,che siano sterili anzi che son perno! una sor-gente inesausta di tesori, e di comodi, superin,ri per cento capi a quelli, che si ritraggonodalle piante fruttifere.

Cav. Gli alberi delle selve non ci posson da-re, se non dellombra, da prender il fresco lastate, edelleiegne, da riscaldarci!inverno.Io per me non so vedervi altri comodi.

Prior. Ejpur non v ha parte, che non sia uti.le. Esaminiamo in primo luogo il profitto, chesi ricava dalle lor foglie. Prenderemo poi acontemplare il vantaggio delle semenze : equindi passeremo alle scorze, e alle radici ; ri-serbandoci a considerare da ultimo i varj como-di, che si ricavan dal legno.

Le foglie non son men utili, allorché sog-giornan sullalbero, che quando sono cadute.Sullalbero sono un degli oggetti più vaghi chepossa mai presentarci la madre natura. I no-stri ponderi non han certamente tanto capita-le, che vaglia a pareggiar la verdura delle fo-reste.