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Pr/or. Si mette a bollire in un vaso di ra-me, detto volgarmentecioccolattiera, la se- gsta parted’un stasco d'acqua, equivi, quan- j,do ella leva il primo bollore , s’infondonoquattr’once di cioccolatte vegeto e ben con- soservato, con un a dose alquanto minore di zuc- ](
chero fine spolverizzato. Poscia fi chiude coti faun coperchio amovibile la cioccolattiera, e |jsi lascia bollire queir acqua per l’intervallo f,d’un mezzo quarto d’ora. Presto al detto fitermine si va rimenando gagliardamente col |tjfrullo. Il frullo è un cert’ordigno di legno, fc|fazionato a guisa d'una colonna senza capi-testo, la cui base rotonda, larga, ebernoc- jicoluta sostiene un fusto parimente rotondo, j,ma liscio, e sottile, da poter trapafîare per „lo pertugio del coperchio, traforato appostata- ^mente a tal fine. Si rimena adunque coll’una | Be l’altra palma della mano quel fusto, che so- xpravanza sopra il coperchio desta cioccolattie-ra, finché la cioccolata, ed il zucchero sieno Jtarrivati a stemperarsi perfettamente,- e poscia fcsi rimuove la medesima cioccolattiera dal suo- p
co, e si lascia stare un quarto d’ora in riposo. jQuindi si torna a far frustare l’ordigno, nella „maniera predetta, sinché la cioccolata conver- [j;tasi in schiuma, versandola di mano in mano t!dentro le chicchere, e sorbendola più boilen- 3te, o più calda, che sia possibile. Pretendesi » fiche il cioccolato, anche in poca quantità, f,possa far le veci di nonleggier nutrimento, e |che ajuti ad un’ora la digestione. à
Cav. Ho sentito più e più volte a parlare d’una certa bacca o noce detta cocos, la quale, s’io ; jinon m’inganno, éuna cosa disse, ente del cac- «cào. Prior.