Dialogo Settimo* 193
it Pr;or. Ucaccào. ed il cocos son due cose to-” ■ talmente diverse. Nell’India, neH’America, e! in altri paesi da noi rimoti si trovanodelle sei**ii ve tu tte ripiene di piante di cocos , che s’as-somigliano a sterminati palmizj, e fanno del-le noci niente minori, e talor anche più grosse* 6 del capo d’un uomo.0*) Non so, se gli abitan-a *i ti di quelle contrade ricavin più utile dallellfc bacche, ch’è quanto dire dal frutto di dette11 ^ piante,o veramente dalle medesime piante,cheaaa le producono. Il lor legname serve a fabbricardelle case, e de' navigli. Le folte e spaziose lorà, frondi vagliono a ricoprire i tetti, a fardel-li® la pergamena da scrivere, e delle vele da na-t:«t vi. 1 tronchi, e le ramora, traforandosi conipk: un foratolo gettano un liquore non menooipi grato del vino , il quale può conservarsi per]«!: lungo tempo, con dargli la cotta, altramcn-illo,èi te inacetisce. Dal mallo, che fascia imme-;»à diatamente la noce, fi cava una sottilissimadi® borra, eh e buona a far delle corde, e a ri-te;qi stoppare ogni picco! pertugio delle navi. Il:ituà> guscio della medesima noce serve a far del-ti il? le chicchere , de’cucchiaj, e d’ogni sorta divasellami. La midolla è molto preziosa a man-ina* giare. Oltre di che se ne spreme dell’olio, nonimìib solamente buono ad ardere nelle lucerne, ma[pi lili ancora a condir le’nsalate, el’altre vivande,fiîits finalmente se ne ricavano .quando due , quan-] pati: do tre, e quando quattro libbre d’una cert’ ac-[natiii, qua dilicatissima , che serve d’ordinaria bevan-da a quegli abitanti), e di latte a’ lor figliuolini., jpulK Cav. Mi sapreste voi dire, che cosa sia il Ca-
jipinfe [età , che s’adopera per ordinario pel mal diil® Wla, e per altri malori ! Ne ho veduto alcunefa Tom. IV. N vol-
ta) Vedil DizionariodeLemsry