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Diaiogo Settimo. iff
fccilo del Messico, se di cui foglie s’assonni'giiano grandemente alle frondi dell’acero na-no. L’odor di quella ragia è in tutto similealla fragranza dell’ambra , e perciò chiamaliUquidambctr . La (torace del Micitìipl non èniente diversa dalla storace del Messico. Il bal-samo di Tolà vien dalle bande di Cartagena nelMessico. Il balsamo del Perù ha pur moltospaccio, e serve ancor egli a cento bisogne.
Che se l’orichico, che da’nostri tigli, da’nostri ontani, e da’nostri pioppi trasuda, nonè una ragia balsamica, sembra nulladimeno,che in lei s’annidi qualche virtù, della qualeper nostra negligenza non si è ancora scopertafutilità.
Del resto non v’ ha cosa più familiare, cheil veder gemere dalla più parte degli alberiqualche ragia. Le più usuali però si nella me-dicina , come ne'lavorii, fono la gommara-bica , chescola dall* Acacia dell’ Egitto , e dell’Arabia; lagomma-gutta, che li ritrae da unapianta del Regno di Camboge, .e la gomma,che ci vien portata dal Senegal . Quella altre-sì, che scaturisce da’nostri ciliegi si trova es-ser buona a diverse manifatture, non menodelle gomme straniere. Venghiamo ora adesaminare i vantaggi che si ricavano dalleradici.
Non v'bain tutto l’albero parte alcuna, chesia più sinuosa, e più articolata delle radici.Imperciocché, vegetando, e crescendo perentro la terra, incontrano varie glebe tenaci,che al naturale lor corso si oppongono, esilefanno ritorcere iucento modi. Le fibre adnn-que di queste barbe, essendo piene di sinuo-
N *t fità,
Il bai fi-mo diTolsi.
Il balsa-mo dtlPerù.Gli ori-chiestirivi»» ,\del piop.po ecc.
Le radi-ci .