Le radi-ci son d’lin usograndis-simo pergii eba-nisti.
Le me-desimeson d’ untifò par-ticolarepe’ car-rozzai .
T e mede-sime sonbuone afar tia-re;.
Son bi-snenevo-ìi per lamedici-na .
î’areira-brava.
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sita, parte stecchite per l’alidore , e partegonfie di varj umori, apprestano agli ebanisti fusta manierasti legno mirabilmente venosa, ed teintarsiata di tanti e tanti colori, che il loro as- «sortimento par giusto uscito dalla tavolozza d’ $un dipintore. ito
Ilegnaiuoli, ed i carrozza) trovanoanch’ tflessi nelle radici il lor conto. Conciossiachèia pinatural curvitade d’alcuni pezzi, che al lor unbisogno egregiamente s’adatta, risparmia loro cola pena della manifattura; eia durezza; d‘al- faicuni altri, eh’è, quasi dissi, infrangibile, s’ac* «comoda mirabilmente alla necessità di que’fi* inti, che son destinati à sostenerc.il maggior pe- piso delle lor fabbriche, o ad essere pisi affatica*ti, e più scosti. ia
I tintori altresì approfittano di moltissime Jebarbe, per far le lor tinte.
Innumerabili fon poi quelle, di cui si fa ufo ilinella medicina. Ma le più eccellenti trai’al- ci!tre sono la pareira-brava, rimedio efficaciss. tumo contro’l mal della pietra ; 1* ipecacuana HIcontro la dissenterìa, ed il riobarbaro contro »i mali dello stomaco. Passiamo ora a ragionare co
del legno. le
Per quanto grandi, e per quanto varj sieno ili vantaggi, che fi ritraggono da ciascuna par* «re dell’albero, niuno però è da paragonarsi »conquesti, che si ricavano giornalmente dalsuo medesimo legno. Sembra , che Iddio va- 1da incessantemente plasmando a prò nostro u- ' lina materia, che per la sua arrendevolezza s’ radatti a prendere tutte le forme, che a noi più cpiace di darle, e per la sua solidità s’ingegni di i tconservarle.
L’ar-