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■ stesso la leggiadria del disegno, la venustà del-la tessitura, e la varietà de’ colori.
Ma il maggior meri to del vinco consistendo.aiutarci a commetter le doghe delle nostre bot-ti , a ricerchiarle quando bisogna , a tenereimprigionato qualsisia vino più poderoso , efinalmente a facilitare il trasporto de' corpiliquidi al pari di qualunque materia piisolida.
Ogni sor- Ma non crediate, che questa pieghevole^-ta ^ * e  za ? ° flessibilità trovisi solamente ne’ virgulti,*"®^ ò a °giovani ramicelli degli alberi. Nonv’ha le-forra di gname sopra la terra , per quanto duro eglifuoco, sia, che non s’adatti a incurvarsi sotto la ma-no dell’artefice, qualora fi scarnisca bastevol-mente, e sopra tutto, se vi cooperi il fuoco.Le do- H bottaio ( per modo d’esempio ) dopo avergbe del- lavorate, e piallate le doghe, che handacom-1«botti, porre la botte, modellandole in modo tale,che restin più larghe nel mezzo, che dalle te-ste , le accozza insieme, e forma di tutte quan-te una botte, la quale egli fascia dall’una del-le lue estremità con un cerchio, affinchè s olfa-tura del doglio non fi scompagini, e le doghenon vadan tutte in un fascio. Quindi v’accen-de per entro una fiamma chiara, c gagliarda,che apre i pori di queste tavole, e ne fa scolla-re per breve tempo cutte le parti. Ma in quelmedesimo: instante fa passare una corda attor-no alla loro testa, che gagliardamente stirataa forza di mulinello perviene a riunirle . Oraessendo le dette doghe alquanto più larghe nelmezzo, che dalle loro estremità, le costri-gnea incurvarsi, ed abbassare le teste per com-baciarsi, e sì le rende più corpacciute versola
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