Band 
Tomo undecimo.
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8 Lo Spetta colo

Ladiver- ro nomi e quel che san fare . Tutti lavora-*sità del- no f è vero , per se stessi ; ma tutti servonozfoN?!* 01 la società. . Uno vi offre delle scarpe, un al-tro vi fa un cappello 5 questo vi venderà delpesce, o un drappo ; quello dei frutti , o delvino. Tutte le insegne di Londra o di Parigison tante promesse di servigio. In queste Cit- e altrove per tutto , ciascun crede di la-vorar per , e non s inganna ; ma le coseda un capo alialtro della terra sono in mo-do disposte, come se tutti gli abitatori ad al-tro non avessero la mira che al servigio del-la società. Quel che si fa per la società, si faper me e per tutti quelli che la compongono.Io devo dunque ringraziar Dio della diversitàeh egli ha messo nelle condizioni per mante-nere la corrispondenza dei soccorsi, e di averreso questi soccorsi infallibili, spronando ciascunuomo collo stimolo del bisogno.

La filosofia amica sempre mai delle causeseconde , a i ragionamenti dei legislatori , ea le passioni degli uomini ha voluto riferireF origine dello stabilimento delle leggi e ditutto sordine della società. Noi accordiamo,che il morso, e lo sprone dirigano il cavallo ;ma lo sprone e la briglia son pur diretti ancoressi . L esperienza ci sa vedere che convienmoderare la furia ed i trasporti del cuore uma-no ; ma il bisogno e le calamità che lo doma-no e Io soggettano, hanno Dio stesso per a ul-tore e per guida.

Colui che sarà persuaso di questo concertodella natura e della società con le testimonian-ze della rivelazione , conoscerà che 1 uomonon è quale dovrebbe essere ; e che la diversi-