Band 
Tomo undecimo.
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La diver-sità DEL-

ìé Condi-zioni .

Niente èpiù amabilîe della so-cietà .

io Lo Spetta colo

zia nel pieno suo giorno , non per farne ven-detta con la maldicenza, ma per riguadagnar-ne qualcuno alla società, impegnandogli a ser-virla , I Romani premiavano con una coronacolui , il quale salvava la vita ad im Cittadi-no . Ma se col mezzo di saggio precauzioninoi potessimo indurre al lavoro un solo di quel-li che standosi in ozio, sono di aggravio aglialtri , non gli avremmo noi fatto più che sal-vargli la vita?

Dopo Dio niente ci è più caro, ci deeparere più. amabile della società . A fine checon maggior premura vi si affezionassimo ,Dio non ha voluto mettere T Homo in pos-sesso del suo dominio , farlo godere delleproduzioni della terra, se non col mezzo dialtri uomiùi suoi pari. Dio nasconde sestessonella ripartizion dei suoi beni , e non ci la-scia vedere che la man dell'uomo, con cui cegli porge. . . " . s

Dalla gratitudine Dio senza dubbio si rico-nosce, dalla vera pietà si ravvisa ; ma i cuo-ri disattenti e scioperati non ponno almenonon riconoscere la società che gli fa sussistere, negarle qualche retribuzione . Nessuno èforzato a entrare nella società dei giusti : mala Provvidenza regge tutti gli uomini, e gliobbliga necessariamente ad essere membri diuna Repubblica , degli aiuti della quale asso-lutamente abbisognano. L educazione , il ve-stito, il vitto, le leggi, 1 annunzio delle ve-rità salutari, tutto ci viene somministrato da-gli uomini . Dio vuole che noi veggiamo ,esser nostri benefattori tutti quei che per noilavorano; affine che non potendo noi in alcun

tera-