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Lo Spettacolo
DELLA
mendica
TÀ.
x, A S 0P . dia, dove i profitti dell’industria son grandi ;*ressiox e più sensibile ancora è la prova nei paesifertili in biade, come quei diCaux, dove siha conservato tutta la decima al Curato , edove dopo la morte del Beneficiario, si mettein serbo il prodotto della decima di un an-no per far la rendita del Vescovo . Questoprodotto , che si chiama annata , è più pe-sante della taglia. Assai spesso in questi villag-gi la decima Ecclesiastica paragonata alla ta-glia è come cinque a tre; ed al contrario neiluoghi dove si ha il sai bianco, in quelli do-ve vi sono dei boschi od altri beni, che nul-la contribuiscono alla Chiesa , il che è assairaro ; finalmente in quelli, dove vi è grandeindustria e commercio , la raglia sarà comecinque , e la decima Ecclesiastica come tre .Così ivi ed altrove questi due diritti scema-no sempre almeno otto fastelli dei quarantadell’ affittuale.
La parte del Re e quella della Chiesa, ben-ché quasi eguali in apparenza , sono inegualis-fime in fatto. Quella della Chiesa si leva sen-za contrasto e senza ripartizione. Va un uo-mo sul campo , dove la messe è stata segatae ridotta in mucchi di undici , dodici, o tre-dici fastelli . Col suo bastone armato di unapunta di ferro tocca quello che deve essere delBeneficiario decimatore , e la cosa è finita .Laddove il Re per «cogliere la sua parte de-ve impiegare e mantenere con gravi spese deiSoprantendenti, degli Esattori, dei Diputati ,delle squadre di sbirri e guardie; senza le qua-li spese la porzione della Chiesa viene ad es-sere intera e più grande. Noi facciamo il no-stro