beila Natura.
W hare il suo grano ; è questa una spesa che ca- là Se*;1 à de non su la coltura della sua terra, ma sul ^“ A IotiT suo personale consumo; mendici-
?, , Ècco dunque la metà e più di tutto il prò- tA -
“fî dotto della tenuta disperso ; prima che l’affit-à tuale possa appropriarsi la minima porzione® di frutti per campar esso e la sua numerosaf r ' famiglia. Pochi momenti fa gli portavamo" atl) invidia, ora cominciamo a temere per lui.
' J Ma altre detrazioni è uopo di fare prima che10 ! goder possa la ricompensa del suo lavoro.
£lt 4. 0 Una misura di biada del peso di cento- Spesedîse*P® venticinque libbre, o la metà ali’ incirca diquella di Parigi contenente dodici staja, se-j minata in uh campo di cento pertiche j frut-" ta qualche Volta dodici e quattordici misure§ ri[ di sei staja j sovente òtto, o nove solamen-Blt0 te, ed anche meno. Si starebbe bene, seren-1 desse sempre in ragguaglio di dieci per uno.
“ | Facciamo conto che questo ragguaglio sia co-stante, compensando le scarse raccolte con leabbondanti. Per assicurarsi nell' anno prossimol 1 * una rendita di dieci misure per una, convien. accomodarsi a non far uso di una misura della“ * raccolta in quess anno. Così per aver nell’anno venturo sessanta fastelli, d'uopo è difarne in quess anno il sacrifizio di sei, iqua-; li messi a parte per le vicine seminagionihannosi a detrarne dai ventotto : ventiduedun-:ntQ que,sono in tutto quei, dei quali l'affittitale! va ' porta disporre, se la ricolta va passabilmen-101 te bene, e che diminuzion non vi sia nè neltf 11 prodotto, nè nella vendita. Sessanta essendoa Ventidue, come tre mila a mille e cento,iat1 ' dei mille scudi , che è tutta la somma delre Da prò-