pi e î. t a Matura.' j §
:c ® ttìutâ abito , se non quand© è interamenteiati logoro. Non fi rinnovano ,nè mobìli , né at-lifa: trezzi, han da servir sin che possonoMa,:ntii ad onta della più attenta economia, s’inde-nti bieerebbe necessariamente ,• eh’ è lo stesso chemlli sterminarsi, eia condizione, dell’operàio, chei ilei ha le braccia, e qualche bestiame, farebbe piùcai- comoda di quella dell’ affittual.e, se costui' non... j’industriasse col Commercio delle biade, con«il quello delle lane, e con i vari prodotti destatp bassa corte. Son questi i sùffidj .dell’affittuale,o da e glj riconosce dalla sua possessione iigi* Ma quest’ economia sì lodevole, pel cuitói mezzo sussiste, diviene una occafiotf di tnise-t li' ria per altri. S’egli fa sue .faccende, da' sè, laIrà casa di lui non è piîr il rifugio del mercena-ect rio. S’egli è così restio a spendere., il mcr-«ti dante che non gli vende, e l’artigiano cheper lui. non lavora, infallibilmente rifentiran-ifpi nosi. La miseria dell' artigiano' e del îavoran-«>. fé fa andar, in rovina, il vicino mercante ,e i» perché il minuto popolo non consuma. Tut-:1 « te le. cose si danno mano 1’una ali’altra; ,efa. l’affittuale non ,pui> èssere in «strettezze, che,is don vi sia egualmente ognuno,© ih campagnakp e veste ditta, fusto quel ché abbiamo sta-ti 1 e§‘ bilito intorno ai pesi inevitabili assegnati allaaJporzion dell’affiftuale, è qualche volta molto'fa- più gravoso in que’ luoghi , ne’ quali arbitra-ne ria è la taglia, ,
ali, .. Da questo si scorge, quanto il proprietario,voti- se conosce i propri vantaggi, debbe essere re-ali-nitenre ad aumentare l’affitto della sua tenu-ittt'i ta, e a dare orecchio a proposizioni di alzarensH prezzo; e nello stesso tempo si vede, quan-to B z to'
pressioM
DELLA,.MENDICI-TÀ .