-dexla Natura. 55
p re , Quanti uomini vi son su la terra, tutti vintJ fono stati mesti per vivere. Questo è il elise-m gno del Creatore che gli ha fatti nascere ; e, j perché in grazia di essi quanti sono egli d’an-i S1]) no in anno moltiplica i frutti della terra,à non ve n’ ha nè pur uno tra essi che non ab-M ,lj biadiritto ad una porzion di essi frutti. NegarM loro la parte da Dio destinatagli, è contraffareà! ali’ intenzione di lui, e fare un' ingiustizia,ho quasi detto, è commettere un’omicidio.K La Provvidenza invero ha voluto farliujj essere di differenti condizioni, e difficoltare,j| [; alla maggior parte di essi l’acquisto di quel-j i( , lo che è lor necessario. Essendo tutti propensijj j, al male son tutti mortificati e/puniti dalla pe-, £a;l nalità delle fatiche, o sollecitati dal numeroWf j ( dei bisogni, o infine eccitati alla pratica diy ogni virtù dalla ineguaglianza stessa dell’ab-£\. bondanza, dalla dipendenza e subordinazione,l ( |j ( dalla diversità dei caratteri e degli accidenti.;J I Ma l’intenzione visibile dell'Autore di tutti„ questi beni, e dell’ordine, con cui gli disiti-buisee, si è che tutti gli abitatori delia ter-ra possan vivere scambievolmente aiutandosi:questo è il fine dello stabilimento delle socic-^ tà. A questo tutte le leggi umane han pro-j 1|1( curato di provvedere, e questo incessantemen-I te ci viene inculcato dal!' Evangelio. Dal che• t i, segue, che quei che posseggono i frutti della
• terra, divengono o i mantenitori o gli ucci-
* fori degli altri, giusta la distribuzion che nefanno. Infatti gli altri non ponno vivere che
^ per mezzo di essi. Per grande che sia l’inegua-li glianza che Dio ha messo tra gli uomini perobbligarli al lavoro, effetto del bisogno e della
La Sop-pressicisella
MEN DICI»TÀ*