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Lo Spettacolo
Xa Sop- 1,0 ?>u giorni e settimane di seguito senza im-j'ressxon piego, e senza provvisioni da vivere. Se sonoBendici- cert * àl loro stato, lo sono per le venti quat-ti. tr’ore che passano, ed il pane che mangia-no perde il sapore per l’incertezza del giornodietro.
La lontananza in cui sono a nostro riguar-do, non ci lascia che una idea confusa delleloro miserie, e paghi di aver lasciato qual-che liberalità nelle mani dei poveri della Cit-ta, riguardiamo i bisogni degli abitanti dellenostre campagne come un male, che punto none’interessa, e di cui il rimedio è superiore allenostre forze.
Così facendo tutte le nostre limoline in Cit-ta noi cadiamo in un doppio errore : l’uno è,«he manchiamo alla giustizia, che obbliga iproprietarj a far sussistere i poveri dei luoghi,dove hanno i lor beni ; l'altro, che tiriamo inCittà un numero grande di gente che non vidovrebbe essere, di cui tutta l'industria con-siste nel divorare tra cento scioperati quel chepotrebbe mantenere in campagna tre voltetanti lavoratori. La tenuità della spesa degliagricoltori, e fuso che abbiamo di fare ele-mosina solo in Città, sono le principali ca-gioni della miseria degli uomini di campa-gna.
A queste due cause aggiungiamone una ter-za superior di molto alle precedenti , ed è,che queste poveri genti son troppo lontane dailuoghi , dove i ricchi proprietarj fanno legrandi spese. I Cittadini che vivono dell'en-trata di alcuni piccoli fondi, ed hanno gli'emolumenti di qualch* carica o industria, so-no