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gna ^ ed osano dimandai piuttosto da man-giare che da lavorare , d’ uopo è trovar Iospediente di ricondurli ne 5 luoghi ne’ quai sonf- nati, e di obbligarli ad imprendere le fatichepii rurali della stagione , indi qualche fatica disupplimento quando quelle della coltura eà della ricolta siano finite, Tutto infin si riducep- non ad alimentare dti poveri, eh’è il fomen-ti to della poltroneria, tua ad impedire colla cer-sezza del lavoro, che non vi siano poveri, dal cheio ha origine ogni altro bene,ii ! Il più comune sistemaxhe per arfivarvi pro-pongasi , è quello di obbligar ciascun cittadinole sia in Citta , sia in campagna a tener su laHa sua porta un cartello , che d’ arino in annofilaccia' noto il nu'merd dèlie persone , ond’ èscomposta la sua famiglia , ed il mezzo chek adopera per mantenerla $' poi ù serrare ne’pub-hil silici lavorato] quei che non hanno beni nèok industria, Ad altri piacérebbe, che si arro!as-ci. sero tutti, i questuanti , t s’ impiegassero neiili: pubblici lavori ; altri vorrebbero, che general-mente per tutto i .particolari fossero costretti arimanersi ne’suoi luoghi natali, .ed a non uscir-tene se non con la permissione di stabilirsi al-tèfrove per esercitarvi un mestiere noto Ma;(triquesti progetti ed altri ancora hanno la doppiafaccia di oppoffi alla libertà dei .particolaridi voler regolare il governo . Noi non ab-ili hi a mo diritto ché di coìnsigliare noi . stessiijné .se qualche volta ci‘ fi permette di dire quelnixbe pensiamo , non abbiam da avere senti-amenti poco umani , e che tendano ad assog-gettare gli uomini, che Dio, il Re, e le leggi,sfasciano liberi. Questa libertà che provvede dfa, É 3 ope-
^ La Sei-PRESSIOÎÎÒELLAMENDICI-TÀ .