La Sop-pressicidella
MENDICI-TÀ .
La Socie-tà degli ac-cidenti .
83 Lo Spettacolo
crescono senza contrasto le loro obbligazioni.Noi lor riserbiamo la più gloriosa opera, acui il cittadino possa aspirare, qual è Tesserela salute degli altri in tempi calamitosi, e conuna saggia previdenza opporsi ai gran ma-li pria che succedano. E' troppo tardi, prov-vedervi soltanto quando sono accaduti. Dalcanto dei più agiati di ciascuna citta questaprevidenza consiste nel formare quel che noichiameremo la società degli accidenti ; cioè adire, mettere in una borsa comune quel chelor piacerà da un anno ali’altro, per mitiga-re i danni cagionati a una quantità di fami-glie da una mortalità, che loro invola i be-stiami, da una furiosa tempesta, da un gran-de incendio, da una carestia improvvisa, oda altre pubbliche calamità. E' questa unagrande idea, e mostra perfettamente Televa-tezza delle Dame, che le prime Thanno pra-ticata a Parigi, facendo, alla nuova di qual-che disastro dilatatosi un poco, partir un Ec-clesiastico per portarsi su i luoghi colla borsaalia mano a consolare e soccorrere i più mal-trattati, o i più destituti di sovvenzioni.
Sarebbe altresì necessario nelP amministra-zione di questa limosina straordinaria, comein quella della limosina comune, di metter-ne T annuale prodotto in due casse, T una del-le quali servirebbe a far degli avanzi per quelche avendo dei fondi, o de’ livelli ponno ri-mettersi e soddisfare; Taltra servirebbe a darda lavorare e del pane alle famiglie prive diogni attuale soccorso.
Nelle nostre gran Città si recita spessoqui un’Opera, là una Commedia; quasi per
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