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ioni îutto v’ è un luogo dove si suona con grandi La soe-:i,i spese e grande apparato. Non è raro vedereà un qualche numero di buoni Cittadini tassarsi mendicaea e mettere insieme un capitale di otto e dieci TÀ *
1 ai mila lire per stipendiare le voci e gli strumen-prot ti, e per pagar le spese della sala, delle tappez-zi vene, delle cere. Il piacere per l’ordinarioaedi dura fino a che sopravvenga una generale ca-lisi restia, o qualche altra pubblica calamità, con-ati tro cui il divertimento non istà saldo,ti tk Quelli che hanno parte a questi divertimen-nìti«t ti credono distinguersi dal comune, e di averfan un gusto che lor faccia onore. Non è questo ili in luogo di esaminare, se pensin bene. Sono essi, 5» persuasi essere buona cosa , che in tutta unafi(i,i gran Citt'a vi sia un solo tempio , in cuila spossano udirsi cantare un poco passabilmen-’ekte le lezioni di Bacco e di Venere. Esss invi-no p diano agli abitatori di Parigi e di Londra illi(t; dilicato piacere di sentire Giove Tonante darni cantando sue commistioni a Mercurio , o ve-lie derlo scendere con maestà dai Cieli per raper-ini tura di un solajo. Sono essi padroni di adot-oni. tare a suo talento i suoi piaceri ; ed io non neai sono nè il giudice nè il riformatore . Ma io(Sposso, senza offendergli , maravigliarmi, cheudir non procurino di darsi dei piaceri di più Iun-naliga durata . Questi uomini dati al senso , chejjsicol cerino alla mano vanno cercando la pic-ei ti cola fessura per cui entra il vento nel suo ap-1 In partamento, non si avvisano poi di chiuderlavt J porta agli attentati della mendicità, prontasempre non solo a sturbar le loro allegrie coll’jjfjJaspetto di una spaventevol miseria, ma a farjf jj loro violenti insulti in mezzo alle Città piùtal- ben