Band 
Tomo undecimo.
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103
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della Natura. 103

jjjJegna, ché convertita in carbone ; echeaven- 1 d 0 me-do perduto la sua acqua, senza perdere le ma- 1

.pterie combustibili, ondera composta , servirà NaRJ .^comodamente alle operazioni di fonderia , diit cucina, o di chimica , dove si ha bisogno di;;; .un fuoco intenso con poca fiamma.

. r Se abbandoniamo il più folto dei boschi per.Dimetterci su le strade maestre, e che ci trasfe-riamo ai passi delle grandi riviere, o ai porti'.delle Città marittime , che movimento , che^immenso numero di uomini. 1 quante braccia in^azione! quante spalle cariche! quante vetturesin moto! tutti questi sforzi e movimenti ad unE sue generalmente fono diretti, ed è quello diprenderci la vita più dolce , preparandoci quelche ci manca . Un certo filosofo guarì una vol-ata queir Ateniese, che credeva essere suo tut-to quello eh entrava nel porto Pireo ; ma.'una gratissima e ragionevolissima filosofia sa-prebbe il persuaderci, che il provvedimento dei,nostri bisogni è soggetto reale dei movimentidella società ; di modo che si può con tuttaragione applicare al corpo della repubblica ciòehè stato detto con tanta dignità del corpodella Chiesa . Quanto ha Dio voluto che viV fosse di grazie , di talenti , di doni , di fun-' U 1 zioni , e di ministeri , sono beni che real-mente appartengono a tutti i Fedeli , che lacompongono . Omnia vefìra surtt . Egli è delpari secondo la lettera verissimo, che tutte le^ applicazioni della società , sian le più vili ,

1 come le più decorose , son nostre ricchezze ,

® e che in quelle noi vi troviamo tutti mate-7 ria di una giusta e necessaria riconoscenza.

La stessa verità si comprova sino di dai7 G 4 ma-

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