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Altri hanno Fuso di costruire l’aratro a ” q 11,orecchia dormente, che non cambian mai diluogo. E’aratore apre il suo primo solco coll’orecchia indentro, o verso la parte che col-tiva. In luogo dj fare il secondo fosso costeg-giando il primo, ei va a tracciarlo ali’altraestremità del campo, se è poco largo; o seJo è troppo, ad una distanza, che punto nonaumenti la fatica dei cavalli. Ei raddoppiaquel solco andando al contrario, e facendoneun simile da»'altro lato, senza toccare l’ara-tro. Indi ritorna a passare sul margine inte-riore del primo solco. Con questo movimen-to l’orecchia dell’aratro si presenta in mododa rigettarvi la terra che n’è uscita. Se dilà i cavalli passano verso i solchi dell’ altraestremità a misura che il vomero solleva laterra del nuovo fosso che forma , l’orecchiala rimuove e la spinge nel fosso vicino. Sen-za mai cambiar luogo, l’orecchia è in ista-to di rendere d’ambe le parti io stesso servi-gio, sinché il lavoratore gira al di dentro,
Ei ravvicina poco a poco i solchi in manie-ra che si confondono in uno nel mezzo delcampo in uguale distanza dalle due estre-mità.
Il governo e l’industria dell’ uomo vannosempre insieme. Si trovano sensibilmente uni-ti anche in quella innumerabile moltitudinedi strumenti, che ha .inventato per prepararj suoi diversi cibi, e nell' ammirabile proporzio-ne che mette tra il servigio e l’essetto.
limiamo la Fisica a discendere dall’ alto
delle