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Lò Spettàcolo
Îl tìu- delle sfere celesti, dove si pavoneggia, è itRiMENTò prendere senza sdegno qualche conoscenza del-“ u ’ Uo ‘ le operazioni di un forno , o di una cucina jdi cui sì poco si cura. Non è già che io fac-cia voti per veder giammai la nostsa cuci-na sotto la direzion dei filosofi ; le mutazionison pericolose j e forse noi non ci guadagne-remmo nulla: ma il motivo di questo invitonon è che il loro interesse. Troveranno èssi incoteste arti, benché grossolane e comuni, del-le pratiche così giuste, che quasi si credereb-be che fossero esse opera di qualche genio stra-ordinariamente illuminato , che avesse presoil carico di farne delle lezioni al genere uma-no . Comprenderanno essi ben tosto dalla igno-ranza in cui ordinariamente si é della ragio-ne di quelle pratiche ,■ che son esse il frutto'di prove reiterate, non già di una sciènza,che ne abbia da principio previsto gli effetti.Te arti co- s filosofi vi troveran dunque un véro magaZ-munì sono zino di esperienze fatte, e proprie per la lorocertezza ad aver luogo di principi nelle co-se nelle quali maggior lume ci è stato nega-to . Potrebbero essi in questo profittare per uèaltro verso . Se il semplice palpeggiare ha ba-stato a certi spiriti triviali per procurarci tanticomodi strumenti, e metodi certi ; a più for-te ragione degli spiriti penetranti ed attenti,'se volessero farsi uno studio dèi bisogni ordi-nari della società, potrebbero servirla con con-seguenze meglio tirate dallo sperimentale, cotîprecauzioni più giudiziose , ed anche con mi-gliori pratiche, o con più belle invenzioni.
Potranno essi ad ogni passo restar convin-si, e con infinite prove, della verità di que-sta
i veri soc-corsi. dellfilosofia.
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