Band 
Tomo undecimo.
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127
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a é t t a Natura. 127

(5. ftìncia una disunian di principi , che sarà j L ^i perfezionata dalla cottura , e terminata dall ’trimentot- azion dèlio stomaco. Uo "

m Ogni nuova operazione fa nascere di nuovoli: quistioni . Il sermento macinato e passato ai:e frullone si è diviso in tre o quattro materieSì: differenti , cioè il fiore , la farina mezzana ,

0, la crusca, 0 sia la grossa scoria del formento,in ed il cruschello, cioè quella scorza bianca in*m ternamente unita alla grossa, che si distacca ,

; qualor la crusca nel frullone ritorni. La cruscaè la porzione degli animali più vili < Non ègran cosa differente la condizione degli uomi-ifcni, qualor si voglia fargli vivere di cruschellounicamente atto a esercitare la mano di coluifcche fa l’amido. Costui impiega utilmente una1 materia di rifiuto , piuttosto che una farinain propria a nutrire, a fare la polvere che afciu-fega e disgiunge i capelli , a fare F amido , edLastre colle, a provvedere i tintori di pólveri[«; preparatorie e non coloranti. Ma quale è Fuso!g meglio inteso che far si possa del fiore e dellafi: farina mezzana ? E'forse il fiore che d'a il pa-ne più perfetto ? E' forse il mescolamento dii î;: ;quei due corpi che rende il pan più salubre ?

; I 1 gusto delle distinzioni non fa egli egualmetì-ót te torto al ricco ed al povero ! Ai povero ,togliendo al suo pane lo spirito ed il fiore ,

• che ne farebbe i sughi più leggeri e più atti-rivi; al ricco, mettendo su la sua tavola Unpa--, ne il coi gran merito consiste nella vista , Un[B pane quasi senza corpo, gonfio d’acqua e po-([; co idoneo a fortificare cSn fughi vigorosi il suo^ temperamento Non si mette dunque troppop j t di arte e di studio nel preparare il pane, difu-