rzr Lo Spettacolo
ti. Nu- cerle allo spiede, o altrimenti . L’ intenzione,-r.imen-^ dei nostri cucinieri in queste operazioni, è diVomo'Î' 1, dare, dicono effi, del gusto alle erbe, alle ra-dici, ed alle vivande che apprestano, odi darea queste un egual colore . Ne diversificano ,senza dubbio, la vista e il sapore colla diver-sità dei metodi . Ma il frutto principale , e 1’universale effetto di questi untuosi invogli ,che non impediscono l’ingresso al fuoco , è d’imprigionare e fermare i migliori sughi , tan-to i volatili che i nutritivi , che ritrovan!!nelle erbe, o nelle carni degli animali, è difacilitarne lo scuotimento dei sughi, senza per-metterne suscita; è assai meno per introdur-vi un sapore straniero, che per ben conservar- jvi quello che la natura vi ha posto. Ma quel!' |olio , che ritiene in camicie tutte le parti piùsucculente e salubri, se viene ad aprirsi, ed acedere al fuoco che s’allontana ; i fughi incompagnia di lui se ne vanno , e seguendonedi quelli una irreparabile perdita , non restache un’arida vivanda senza merito deìpari chesenza gusto.
Sinché 1’arte del confettato e del cuciniereha in mira di mettere un riparo allo spirito dìun atomo, al succo di un frutto , o al brododi una vivanda, per non lasciar eh’ esali e siperda; ci presentano gli stessi regali del Crea-tore quasi nella loro semplicità, e noi possia-mo farne uso con confidenza egualmente chede^manU eon sobrietà, perché lasciano sussistere la sag-careni già composizione del grande operatore . Ma«''"delia 1 ’ v ’ ha un’arte seduttrice, che si mette a fare deimoltipii- composti di differenti materie , che ben nonvivande^ conosce, e che maschera dei principi malmessi
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