della Natura.
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L’ABITO DELL’ UOMO.
T R ATT ENI MENTO XI.
V I son molti animali , i quali , del pa-ri che l’uomo , sanno farsi un’abita-zione ; ma non v' ha altri che 1’ uomche si vesta . L’ esperienza pisi universale e’insegna, che tutte le nazioni regolate con leg-gi , in ogni tempo e per tutto , han riguar-dato il costume di coprirsi, come una decenzada cui non si può dispensarsi , anche quandol’aria più quieta e più temperata non le ob-bligava a precauzione veruna. La ragione e làconoscenza del disordine, che 1’ uomo pruovain se flesso , lo dispongono senza dubbio adimpiegare il soccorso delle pelli e dei tessutiproprj a coprirlo . Ma la ragione , vacillanteed ineguale come è , non avrebbe bastato peristabilire una sì costante uniformità . Nè i ca-pricci dello spirito umano , nè i ragionamen-ti dei filosofi hanno giammai condotto le na-zioni a un metodo generale . Il costume divestirsi vien da più alto. Quel che il capriccioe la filosofia hanno potuto fare, è stato di ra-gionare intorno ali’ antica regola , e tentarqualche volta di scuoterne il giogo. Così veg-liam noi, che le nazioni, che si fon disgiun-te dall’ antico corpo della società , ne hannolasciato illanguidire le idee, e a poco a poco
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